Luke Carpe That Fucking Diem – Un giro del mondo cogliendo l’attimo

 

#GUWinterviste

 


RAGAZZI DOVETE PER FORZA GUARDARE QUESTO VIDEO!!!!!

 

 

LUI E’ IL PROTAGONISTA DELLA FANTASTICA ESPERIENZA CHE VI STIAMO PER RACCONTARE

 

 

3-2-1 ….. LET’S GOOOOOOOOOOOO

 

 

Luca è un ragazzo dal sorriso contagioso, un mix di forza, simpatia, determinazione e disponibilità…. In pratica è una botta di Vita !!

Vi posso assicurare che, dalla sua voce, si coglie ogni singolo istante di felicità che sta vivendo. Lui ha avuto la forza di partire per girare il mondo e vivere una fantastica avventura che ora lo porta ad essere in Australia.

L’ho conosciuto per caso attraverso i social e devo dire che, fin da subito, mi sono reso conto di come la sua positività rappresenti quello che molti non hanno. 

Sicuramente Luca può essere fonte di ispirazione per tutte quelle persone che non hanno il coraggio di fare il primo passo verso la ricerca della felicità. Questo perchè evidenzia in maniera forte l’importanza di cogliere l’attimo e fare subito quello che si sente di volere, senza continuare a rimandare ad un futuro indefinito.

Lui sta vivendo la sua vita a mille e lo sta facendo scoprendo il Mondo e vivendo esperienze pazzesche

 

Luca è libertà allo stato puro

Il concetto che intendo esprimere è piuttosto semplice ma non così scontato: Carpe Diem per me significa semplicemente VIVI LA TUA VITA ed è il motivo per cui ho iniziato questo viaggio. Con Carpe Diem intendo dire si, vivi in questo momento, ma soprattutto, segui i tuoi interessi ora, non domani.”


 

 

Ciao Luca prima di dare questa grande svolta alla tua vita chi eri? Di cosa ti occupavi? Che vita avevi?

 

Ciao Fabio, prima di iniziare questo giro del Mondo, provocatoriamente parlando, potrei dirti che ero “uno dei tanti”. Un ragazzo romano di 23 anni, con tanti buoni amici, una famiglia fantastica che lo amava, bravo a scuola e con una serie infinita di passioni, una su tutte quella per i viaggi. Vivevo nella città più bella al mondo (Roma), all’università avevo la media del 29 e le serate con gli amici, soprattutto nel weekend, erano sempre piuttosto divertenti. Proprio non potevo lamentarmi insomma, non mi mancava niente.

 

 

Il mondo è pieno di persone che vorrebbero dare una svolta alla propria vita mollando tutto e partendo per girare il Mondo ma, molte volte, manca il coraggio di fare il primo passo. Tu come hai maturato questa decisione e dove hai trovato il coraggio di mollare tutto e partire?

 

Mi son sentito dire tante volte, durante questa incredibile esperienza che sto facendo, di essere stato molto coraggioso. Ma, con tutto il rispetto, penso sia così solo in parte. Secondo me, infatti, ci vuole “molto più coraggio” a vivere una vita che non ti sta portando dove vuoi piuttosto che provare a cambiare le cose. Ed è proprio questo il mio caso. Durante il periodo della magistrale mi sono accorto che stavo investendo gli anni migliori della mia vita nel fare qualcosa che davvero non mi entusiasmava e che mi avrebbe portato, probabilmente, a farlo anche una volta concluso il mio percorso universitario con un lavoro che non mi avrebbe soddisfatto. Questo mi stava portando, lentamente quanto inesorabilmente, ad un senso di irrequietezza con cui era sempre più difficile convivere. E’ così che è nata la mia lista di 101 cose da fare prima di morire (ECCOLE), di cui il giro del mondo in solitaria è soltanto uno dei punti (il n°3). Quello che, in breve, sto cercando di dire è che molte persone pensano che a spingermi in questa scelta sia stato il coraggio, ma si sbagliano. Quello che mi ha spinto é stata la paura. La paura di una vita insoddisfatta. Non sarò mai grato abbastanza alla paura.

 

 

La pianificazione di un viaggio come questo deve essere difficilissima. Tu come ti sei preparato a questa grande avventura??

 

In realtà è davvero più semplice di quello che si possa pensare. Ho iniziato circa 5 mesi prima della partenza definendo, a grandi linee, il tipo di viaggio che avevo in mente: ovvero un giro del mondo. Sono sempre stato molto affascinato da Sud America ed Asia così ho deciso di focalizzarmi quasi interamente su questi 2 enormi continenti (che sono anche piuttosto economici), aggiungendo solo in un secondo momento l’Australia. Ho preso quindi una mappa e con una matita, come un bimbo, ho segnato le nazioni che mi incuriosivano maggiormente, unendo poi i punti e creando così un primo itinerario molto semplice. Subito dopo ho proseguito con l’approfondimento dei Paesi selezionati. Quest’ultimo non è un passaggio obbligatorio, lo ammetto, molti viaggiatori, ad esempio, preferiscono arrivare in un Paese e farsi guidare dalla corrente, ma io sono un curioso per natura e non ho proprio potuto fare a meno di divorare più blog e libri possibili sui Paesi che avevo deciso di visitare. Questo mi ha quindi portato a selezionare nel mio itinerario mentale anche un numero, più o meno variabile, di città per ogni nazione, aspetto quest’ultimo sinceramente non così negativo quando hai solo 30 giorni di tempo e non vuoi perderti per strada troppe cose (senza contare poi i miei agitatissimi parenti, niente rassicura di più una persona dei dettagli e averne così tanti, anche se potenzialmente variabili, li ha tranquillizzati non poco devo dire). Itinerario a parte, ho poi richiesto il passaporto (non ero mai uscito dall’Europa prima di questo viaggio, se non una volta in vacanza in Tunisia con i miei), i visti e i vaccini necessari. Sia coi visti (ho richiesto dall’Italia solo quello russo e quello cinese, difficilmente ottenibili alle rispettive frontiere) che coi vaccini (in linea generale ho fatto: varicella, febbre gialla, tifo, colera, epatite A e B), un mesetto, circa, è stato più che sufficiente (anche se per i vaccini meglio prendersene 2 di mesi, così da stare più tranquilli). A circa 2 mesi dalla partenza ho poi iniziato a comprare tutto l’occorrente per il viaggio, a partire dallo zaino, 70lt, trovato in offerta da Decathlon. Nello stesso periodo ho poi sistemato i conti bancari. Parlo al plurale perché ho optato per separare il più possibile i miei soldi ed evitare così di perdere tutto in un colpo solo alla prima rapina. Infine, ad un mese dalla partenza, mi sono informato e ho poi fatto un’assicurazione di viaggio (ho scelto quella di Europe Assistance). Grazie a questa organizzazione le ultime settimane le ho giusto passate a fare le prove dello zaino e, soprattutto, in compagnia di amici e parenti.

 

 

Durante questa avventura quali sono stati i momenti difficili e quali invece quelli che maggiormente ricordi e che ti hanno segnato in positivo??

 

Devo ammettere che a dispetto delle aspettative non ho avuto tantissimi momenti difficili. Così su due piedi me ne vengono in mente 3 e mi fa davvero piacere condividerli qui con te per la prima volta in assoluto. Il primo in ordine di tempo è stato quando son stato derubato del mio cappello in Cambogia. E’ stato un duro colpo. Quel cappello per me contava molto, era un regalo di mia madre e mi sarebbe davvero tanto piaciuto regalarglielo alla fine del mio giro del mondo facendole sapere che per tutto il viaggio “l’ho sempre avuta in testa”. Peccato! Il secondo è stato in Laos durante il periodo di Natale, il mio primo lontano da casa. Faceva caldo e l’atmosfera che si respirava era tutto fuorché quella natalizia. In quel periodo ricordo di aver pensato veramente tanto a casa e alla mia famiglia, per me senza di loro non poteva essere Natale! Pensa che avevo anche riflettuto su un ipotetico ritorno temporaneo a casa per fare loro una mega sorpresa (se ancora non si fosse capito il legame che ho con la mia famiglia è davvero molto forte), ma poi alla fine decisi di restare e di vivermi una nuova esperienza, che per altro è stata a dir poco meravigliosa. Il terzo e ultimo momento difficile, probabilmente il più duro di tutti, coincide per assurdo con uno dei momenti più importanti di tutto il mio giro del mondo, forse il più importante. Non molti sanno, infatti, che dietro questo lungo viaggio si nascondeva, tra le altre cose, anche una sorta di ricerca. Ricerca di risposte a domande molto precise e personali che a casa non trovavo e che pensavo potessi trovare da qualche parte in giro per il mondo. Beh, dopo 6 mesi ancora niente! Il viaggio, per carità, stava andando una meraviglia (perdita del famoso cappellino a parte) ma di risposte neanche l’ombra. Sono un ragazzo di natura molto riflessivo e più di una volta in quel periodo in Thailandia mi son chiesto se non mi fossi sbagliato a pensare di utilizzare il viaggio come forma di strumento di ricerca. Ma poi, proprio poco prima che i dubbi arrivassero a riempire il famoso vaso pieno d’acqua, trovai un nuovo strumento di ricerca: “la meditazione”. Ho passato 10 sorprendentissimi giorni all’interno di un monastero buddhista a Chiang Mai immerso nella quiete più assoluta praticando il silenzio e la meditazione. Ciò che ho trovato durante quel periodo va ben oltre le semplici risposte che andavo cercando (e che comunque ho trovato), quel che ho trovato è stata una serenità ed una pace interiore che da quel giorno coltivo ogni giorno, perché sono i beni più preziosi che posseggo. Vorrei davvero dirti molto di più riguardo questa mia importantissima esperienza meditativa ma ancora non l’ho metabolizzata completamente. Quello che posso dirti però è che riguardo al viaggio come strumento di ricerca avevo ragione solo a metà: “Le risposte che stavo cercando, infatti, non erano nascoste da qualche parte nel mondo, bensì dentro di me, ma per capirlo ho dovuto fare davvero molti km”. Questo è senza ombra di dubbio l’evento che ha maggiormente segnato in positivo la mia avventura ed in generale la mia vita, ma chi segue la pagina Facebook ti potrà confermare che di momento pazzeschi ne ho avuti così tanti da poterci scrivere almenoo un libro! Il mondo è davvero un posto a dir poco incredibile.

 

 

Per ora in che luoghi sei stato e quali invece dovrai vedere e non vedi l’ora di vivere??

 

Finora, in poco più di 570 giorni di viaggio, ho visitato 14 Paesi, partendo dall’Italia. In Asia sono stato in Mongolia, in Cina, in Vietnam, in Cambogia, in Laos, in Tailandia, in Myanmar, in Malesia e a Singapore. In Mongolia ci sono arrivato partendo da Padova, passando per l’est Europa in pullman, da Praga fino a Mosca, fermandomi prima a Varsavia e poi a Riga. Da Mosca poi, per raggiungere la capitale cinese, ho preso la transiberiana, una delle esperienze più belle della mia vita ed in 5 giorni di treno sono arrivato ad Ulan Bator, la capitale della Mongolia, dove mi sono riposato qualche giorno per poi ripartire con un altro treno, questa volta la transmongolica, ed in 25 ore circa arrivare a Pechino. In questo momento invece mi trovo a Sydney, in Australia, che ho raggiunto dopo aver concluso la mia avventura asiatica e dove conto di fermami ancora un 2 mesetti prima di prendere un cargo mercantile da Melbourne e arrivare in circa 29 giorni di oceano a Cartagena, in Colombia. Nelle mie intenzioni vorrei girarmi un lungo e in largo il Sud America in circa 8-9 mesi per poi raggiungere le coste dell’Africa, magari con un altro cargo, prima di rientrare in Europa. E’ un viaggio ancora molto lungo, quindi il piano potrebbe subire alcuni cambiamenti, ma per ora è più o meno questo.

 

 

Molte persone quando vedono una fantastica esperienza come la tua si spaventano anche di fronte ai costi. Come fai a mantenerti durante il viaggio??

 

Partirei subito col dire che sfortunatamente non sono “ricco”. I miei genitori non sono milionari ed io, purtroppo, non ho ancora vinto al superenalotto. Per fortuna però qualche anno fa ho scoperto che per viaggiare in gran parte del mondo non servono poi così tanti soldi (in Asia, ad esempio, ho vissuto tranquillamente con un budget di circa 20 euro giornalieri, 600 mensili, tutto compreso) e così durante i due anni magistrali all’università ho fatto “qualche sacrificio”, tagliando spese inutili e mettendo da parte abbastanza soldi per questo mio sogno di fare il giro del mondo in solitaria (che non a caso tocca per lo più Paesi, per così dire, “low cost” per stare in giro più a lungo). In estrema sintesi ho evitato costose vacanze estive, la macchina o il motorino, il cellulare nuovo, lo shopping mensile, le serate alcoliche ogni weekend ecc.. Non immagini neanche quanti soldi ti puoi ritrovare in tasca alla fine del mese in questo modo (aggiungendo inoltre che non fumo e che nei 2 anni pre-partenza, per una pura casualità, non ho avuto una vera e propria relazione sentimentale, 2 fattori spesso letali per il portafoglio ahah).

Facendo quindi un rapido conto si potrebbe facilmente dedurre che con circa 7300 euro si può viaggiare in giro per l’Asia per un intero anno, il che è impressionante se si pensa che in Australia, dove mi trovo in questo momento con un visto working holiday (quindi viaggio e lavoro) ci son stati dei mesi in cui ho portato a casa circa 4000 euro lavorando in semplici farm dove non servono lauree o esperienze). Insomma, non ci vogliono davvero due lauree in economia per trovare i soldi per partire!

 

 

Che consiglio daresti alle persone che sognano di dare una svolta alla loro vita come hai fatto tu?

 

Una cosa che credo di aver capito delle persone è che tendono a “mentire”. Mentono agli altri ma soprattutto mentono spesso a sé stesse. Lo fanno nel momento in cui non sono serene e fingono di esserlo. Lo fanno quando non sono soddisfatte di ciò che hanno e fanno finta di niente. Lo fanno quando capiscono che la strada che hanno scelto di percorrere non è quella giusta ma trovano mille scuse per motivare “l’impossibile” ipotesi di cambiare le cose. Il consiglio che mi viene di dare a queste persone è tanto banale quanto importante: “Smettetela di mentire a voi stessi! Smettetela di zittire il vostro io interiore con alcol e sostanze stupefacenti, con relazioni sbagliate in partenza o con nuovi oggetti di cui non avete un reale bisogno. Fermatevi. Trovate durante ogni singola giornata un momento per ascoltarvi, ascoltarvi davvero. Dentro di voi sapete già che cosa volete fare e probabilmente anche come farla. Non abbiate paura del cambiamento, abbracciatelo invece. Dentro avete una forza a dir poco inimmaginabile!”. Ecco, qualcosa del genere, ma magari che suoni con un tono meno saccente ahah.

 

 

Con quali strumenti riprendi il tuo viaggio attraverso foto e/o video??

 

Avendo come primissima priorità quella di viaggiare il più leggero possibile ho deciso, anche se a malincuore, di non portarmi dietro una pesante reflex con annessi obiettivi e di puntare invece su una fantastica “compatta” Sony Rx100M2 e una GoPro3+ black edition (in Australia, poi, ho deciso di fare l’upgrade al nuovo modello GoPro5 con cui mi trovo splendidamente).

 

 

Se ti chiedessi di usare una frase per raccontare la tua avventura, quale useresti?

Sicuramente userei la frase che più mi rappresenta e che utilizzo ogni volta alla fine dei miei video: Carpe Diem

 

Dove è possibile seguire il tuo viaggio??

 

E’ possibile farlo giornalmente:

 

 

Luca ti auguro di vivere al massimo ogni singolo secondo di questo tuo giro del Mondo!!!! 

Attendo di conoscerti di persona e nel frattempo ti seguirò e ti seguiremo ogni giorno su i Social.

Mi piacerebbe, magari tra 1 anno, ripetere questo tuo racconto aggiungendo le nuove esperienze che farai da oggi in poi.

Grazie di cuore per l’impegno che hai messo in queste risposte, spero di non avere deluso le tue aspettative e mi raccomando….. Carpe Diem

 

 

Fabio Ulderici – GoUlde Wanderlust

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